Il lutto delle comunità in Carnia per la morte di Mons. Gianni Pellarini e Don Primo Degano.
Il nostro ricordo dei due parroci.
Molti sanno che il CSI, Centro Sportivo Italiano, riprese il suo cammino 80 anni fa, configurandosi come ente di promozione sportiva di ispirazione cristiana. Nell'ambito parrocchiale di Ovaro sorse, negli anni '60 la Polisportiva Libertas, aggregata da Don Massimo Felice; nella bassa Val Tagliamento sorse la squadra calcistica del Rapid attorno alla figura di Don Primo Degano.
A Ovaro il cammino interrotto della Libertas venne ripreso dall'Unione Sportiva Ovaro, su impulso di Don Ernesto Bianco e del cappellano di Sappada Don Silvano Candido, con la presidenza di chi scrive queste note.
A Maiaso e nei paesi limitrofi il Rapid, fucina di veri campioni, passò in mani laiche fino al definitivo tramonto.
I parroci che si sono succeduti a Ovaro, pur non facendo parte degli organi direttivi, hanno sempre mantenuto rapporti di vicinato con il mondo dello sport soprattutto in ambito giovanile. Quando non era coinvolto lo sport, come nel caso di Don Gianni, era il mondo scout a fare da tramite tra la parrocchia e la nostra ospitalità seppure saltuaria in Malga Arvenutis. La morte di Don Gianni, avvenuta qualche settimana fa, particolarmente sofferta dalle nostre comunità per la lunga malattia da lui patita, priva l'associazionismo cattolico di un guida e un riferimento sicuro. Grande era il suo attaccamento alla natura, alla montagna, alle lunghe escursioni. Lui che, proveniente dalla bassa friulana, era profondamente e convintamente diventato montanaro.
Diverso, ma sostanzialmente sulla stessa lunghezza d'onda, il cammino di Don Primo Degano, giunto sempre dalla bassa friulana, nelle frazioni alte di Enemonzo, agli inizi degli anni '60. Il suo gruppo giovanile divenne il fulcro del suo formidabile progetto educativo attraverso la cultura espressa nella ideazione, regia e programmazione di decine di opere teatrali, riprese ancora oggi con grande seguito da varie compagnie.
Ho ancora in mente "Ta malga di Faustin", del 1971, stampata nella piccola tipografia della canonica di Ovaro, rappresentata nel nostro cinema parrocchiale, con protagoniste femminili nostre compaesane. In biblioteca a Ovaro abbiamo molti titoli delle sue opere la cui lettura costituisce ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, un formidabile motivo di riflessione spesso celato dietro una sottile indagine dei comportamenti umani. Don Primo, che non si sarebbe più mosso dalla sua parrocchia, muore in età avanzata, con la grande soddisfazione di veder completato il restauro della sua chiesa prediletta, o meglio, parte della chiesa di Fresis, la sacrestia, scrigno di autentici capolavori della pittura sacra.
La preghiera dei fedeli li accompagni nella loro vita futura; per i laici rimanga un ricordo positivo di due persone che hanno fatto solo del bene.
MS - dicembre 2025
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